Dell’ Alonso furioso e di altre sfuriate

[AVVERTENZE: il seguente post esprime opinioni assolutamente personali. Un confronto garbato sul tema che verrà qui di seguito affrontato sarà molto gradito. Eventuali insulti o commenti lesivi della dignità della sottoscritta, della Ferrari, di Fernando Alonso, di Luca Cordero di Montezemolo, di Stefano Domenicali o di chicchessia, NO. Nè qui, nè su Facebook  #sapevatelo]
alo senza barba
Che Fernando Alonso fosse focoso come un toro scatenato a Pamplona per la festa di San Firmino lo sapevamo già. Fa parte del suo personaggio, e, essendo la Formula1 uno sport di massa e come tale covo di partigianerie che di razionale hanno ben poco, il suo caratterino gli crea un notevolissimo stuolo di ammiratori (e ammiratrici, essendo egli anche un piacente uomo mediterraneo) e un altrettanto ampio stuolo di detrattori.
In due parole: Fernando Alonso è un personaggio controverso.
Lo era a suo tempo anche Michael Schumacher, ma, a mio parere, in modo molto diverso. Perchè Michael Schumacher erano controverso per le sue azioni: penso al tentato speronamento ai danni di Jacques Villeneuve a Jerez nel 1997, un modo “non convenzionale” per recuperare i 9 punti di svantaggio in classifica nell’ultima gara del campionato e mettere fuori gioco l’avversario, in un colpo solo.

O alla storica rissa con David Coulthard a Spa nel 1998 per quello che, col senno di poi e 15 anni di Formula1 in più, fu in realtà un suo errore (ma le bandiere blu, ai tempi, non esistevano??)

 

Fernando Alonso, invece, è controverso per le sue dichiarazioni. E non solo nei confronti dei propri avversari,

vettel-silverstone

ma anche, e questo forse fa più male, nei confronti della propria squadra.

Lo spagnolo, da ormai quattro anni accasato a Maranello, alterna momenti in cui spergiura amore eterno al Cavallino Rampante con le lacrime agli occhi, ad “appunti tecnici” non altrettanto felici nei post gara. So che, se mi state leggendo, sapete perfettamente a cosa andrò a parare: al cazziatone di Luca Cordero di Montezemolo. Ma, prima di parlarne, ritengo sia utile fare qualche considerazione preliminare e ricordare qualche episodio passato.

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI: la Ferrari c’ha tanto cuore,una squadra volenterosa e preparata, un pilota che lotta con il coltello tra i denti (ed uno che non è mai uscito dall’adolescenza)…

Tanta Happiness in casa Ferrari dopo il Gp di Cina, con figli, fidanzate e champagne

Tanta Happiness in casa Ferrari dopo il Gp di Cina, con figli, fidanzate e champagne

…ma, tecnicamente parlando, in fatto di aggiornamenti in corsa, negli ultimi 3 anni è stata una ciofeca, per lo meno per le altissime aspettative dei propri tifosi (che forse si scordano dei 21 anni di digiuno intercorsi tra il campionato vinto da Jody Scheckter nel 1979 e quello vinto da Schumacher nel 2000…)

Comunque Fernando Alonso ha alle spalle uno sponsor pesante, la Santander, che, da quando la Marlboro è stata ufficialmente mandata per le terre (ufficiosamente è da vedere…), porta al Cavallino Rampante tanti soldini. Non solo. Battendosi come un leone, pretende che i progettisti diano il 100%, così come fa lui. E fin qua, niente di male. Solo che, almeno a parere di chi scrive, in QUALSIASI luogo di lavoro, azienda, società, team, associazione, ecc ecc, se si vuole mantenere un minimo di coesione e mostrare esternamente un’immagine forte, i panni sporchi si lavano in famiglia. Quindi ci sta che l’opinionista da divano, come posso essere io o chiunque altro dotato di minor garbo (e mi riferisco, rischiando l’impopolarità, a tutti gli ultrà da Formula1 che farebbero bene a caricarsi di Valium prima di vedere un Gp), spari a zero sulla Ferrari. Ci sta meno che ad offendere il lavoro della squadra sia il suo stesso pilota.

DALL’ALBUM DEL 2012 – Sicuramente ricorderete la parabola descritta dal campionato di Fernando Alonso lo scorso anno. Una prima metà della stagione da paura, l’arrivo a Monza con 36 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, il sorpasso del tedesco in Corea.

E ricorderete anche le frecciatine che Fernando Alonso cominciò a inanellare dopo Spa, una dopo l’altra: da “abbiamo la stessa macchina da 5 gare…” a “tante parole, pochi sviluppi”, a “siamo fermi al Gp di Spagna”. Una tensione che scoppiò in India, tra il sabato e la domenica (era fine ottobre se non ricordo male). A fine qualifiche Pat Fry, direttore tecnico Ferrari a cui augurai allora una simpatica appendicite (di cui peraltro è stato operato quest’anno, quindi attenti a farmi innervosire…), non si mostrò particolarmente contento della terza fila ottenuta da Alonso e Massa (per la quale oggi forse esulteremmo…), frutto a suo dire di una prestazione non all’altezza dei piloti. Alonso (con tutte le ragioni peraltro) si inalberò, ma piantò un casino dove non doveva: invece di risolvere la questione con il diretto interessato, decise di rendere partecipe il suo (allora) milione e trecentomila fan di Twitter su quanto si sentisse frustrato dalla situazione in Ferrari. Il Tweet in questione, prontamente, scomparve. Alonso zittì Fry il giorno dopo con una prestazione da urlo: da quinto giunse secondo, in un circuito, quello di Nuova Delhi, in cui superare è mission impossible, o quasi. E anche se tutti, apparentemente, si riconciliarono a botte di “la vita è breve, volemose bene”, ovvero –> “Se riusciremo a mettere in condizione i nostri piloti di partire più avanti in griglia allora potremo mettere sotto pressione la Red Bull […] Sappiamo di poter contare su un grandissimo pilota e, insieme a lui, lotteremo sino alla fine del Gran Premio del Brasile”  <—- ,
l’episodio qualche strascico lo lasciò.

Il podio del Gp dell'India 2012

Il podio del Gp dell’India 2012

PER QUEST’ANNO NON CAMBIARE, STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE

Il gap tecnico della Ferrari, soprattutto in qualifica, è stato evidente sin dall’inizio della stagione 2013. Con le PZero in versione originale, però, le Rosse in gara volavano. Il ritorno della costruzione in Kevlar negli pneumatici Pirelli (con le mescole 2013) ha fatto riapparire le magagne dello scorso anno e, soprattutto, il ritardo nello sviluppare soluzioni tecniche all’altezza, nei tempi brevi richiesti dalla congiuntura attuale. Così, se la Lotus, che pure si è stracciata le vesti pur di non mutare gli pneumatici con costruzione in acciaio, è riuscita ad adeguarsi al cambiamento in maniera strabiliante (e le ultime due gare di Kimi Raikkonen ne sono la dimostrazione), la Ferrari, nonostante i test di Silverstone di 10 giorni fa (a cui peraltro Fernando Alonso non ha voluto partecipare), non solo non è riuscita a recuperare il gap in qualifica, ma due giorni fa ne ha manifestato uno pure più imbarazzante in gara, in Ungheria.

Così se al Nurburgring Nando dichiarò ai microfoni di Sky Italia:

“In Ungheria dobbiamo inventarci qualcosa, migliorare soprattutto in qualifica”

 

Domenica, dopo aver affermato in un’intervista che Vettel vince perchè ha la macchina migliore; dopo che è stato scoperto l’incontro tra il manager di Alonso e Chris Horner della Redbull, ufficialmente avvenuto per decidere il futuro di Carlos Sainz junior, ma secondo i più (praticamente tutti…) per valutare un eventuale futuro dell’Asturiano a bordo della vettura che ora è di Mark Webber [cosa a cui personalmente credo poco, non solo per i vincoli contrattuali di Alonso con la Ferrari, ma anche perchè il ferrarista e Vettel si tirerebbero i capelli già adesso, se potessero; insieme in squadra sarebbero una catastrofe]; dopo il semi-disastroso gp di Ungheria, il Ferrarista, sempre a Sky Italia ha detto:

“Da quattro anni abbiamo una macchina un secondo più lenta del leader [esagerato!, ndr], eppure siamo sempre arrivati secondi, a un passo dal risultato. Anche quest’anno lotteremo fino all’ultima gara. Adesso bisogna lavorare forte tutta l’estate, e arrivare a Spa e a Monza con dei pezzi nuovi. Bisogna lavorare sia sull’aerodinamica che sulla meccanica. Serve vincere 3-4 gare di fila: così si riprende il distacco dal primo. Ed è questo adesso il nostro obiettivo”

 

Fin qui niente di sconvolgente. Peccato che poco dopo, ad una tv straniera, l’asturiano ha detto questo:

Giornalista: Nanduccio adorato, cosa vorresti regalato per il tuo compleanno (che era ieri)?
“Cosa vorrei per regalo di compleanno? Una di quelle macchine che ci stanno davanti

Nooooooo

terrified Nooooooo!

Questa è stata la mia reazione a queste parole, seguita da un urlo e da un “WTF????”.
Apriamo ufficialmente la crisi Ferrari?
Eh già. Perchè stavolta, finalmente, Luca Cordero di Montezemolo, dopo essersi lisciato per bene l’immancabile giacca e sistemato la folta capigliatura, si è incazzato. E in un comunicato della stessa Ferrari (quindi non tramite una dichiarazione ai giornalisti, ma una comunicazione ufficiale) ne ha avute per tutti tutti tutti. Riporto integralmente il comunicato, per dovere di cronaca.

Una svolta da affrontare col coltello fra i denti

Maranello, 29 luglio – “Non mi sta bene una Ferrari come quella che ho visto ieri in gara”. Il Presidente Luca di Montezemolo è stato molto chiaro quando ha aperto di buon’ora la riunione con Stefano Domenicali e i tecnici della Scuderia, all’indomani di un Gran Premio d’Ungheria deludente, soprattutto sul piano della prestazione. Il Presidente ha chiesto un immediato cambio di registro per riprendere già a partire da Spa a lottare per la vittoria, com’era accaduto fino al Gran Premio del Canada.

Montezemolo è stato come al solito molto diretto nel chiedere una svolta: ognuno dei tecnici presenti alla riunione ha ricevuto in ‘omaggio’ un coltello e un invito – metaforico ma fino ad un certo punto … – a metterselo fra i denti pensando all’approccio alla seconda metà del campionato.

Non è certo questo il momento di mettersi a discutere su chi sia responsabile di questa o quella decisione, anche perché tutto è possibile con nove Gran Premi ancora da disputare. Ci sono i punti disponibili e il potenziale per conquistarne abbastanza per vincere e Montezemolo sta facendo di tutto per assicurare alla squadra risorse e sostegno, come dimostra l’annuncio dell’arrivo a Maranello dalla Lotus di James Allison già a partire dal prossimo 1° settembre. Bisogna però serrare le fila, senza lasciarsi andare a sfoghi che, pur comprensibili nell’immediatezza di un risultato negativo, non giovano a nessuno. Il riferimento è alle ultime dichiarazioni di Fernando Alonso, che non sono piaciute né a Montezemolo né a tutta la squadra. Così, quando stamattina Montezemolo ha chiamato il pilota spagnolo per gli auguri di compleanno gli ha anche tirato le orecchie, ricordandogli che “a tutti i grandi campioni che hanno guidato per la Ferrari è sempre stato chiesto di anteporre gli interessi della squadra a quelli personali. Questo è il momento di rimanere calmi, evitare polemiche e dare con umiltà e determinazione il proprio contributo, stando vicino, in pista e fuori, alla squadra e ai suoi uomini”.

L’analisi tecnica compiuta insieme a Montezemolo è stata molto approfondita, senza tralasciare nulla, inclusa l’introduzione dei nuovi pneumatici avvenuta a cavallo delle ultime due gare, una variabile che non è stata certamente favorevole alla Ferrari. Una scelta, quella della Pirelli, che ha contribuito ad alterare artificialmente i valori in campo e che non è piaciuta al Presidente e agli uomini della Scuderia. Di questo aspetto se ne riparlerà in un prossimo futuro.

Mentre mi scervellavo a immaginare Montezemolo che arriva alla riunione con l’argenteria, il comunicato ha scatenato un polverone. Mi sono dilettata a leggere sul web le reazioni dei tifosi. Moltissimi ferraristi, gli stessi che da mesi insultano Domenicali & company, non hanno gradito l’uscita del presidentissimo, schierandosi apertamente con Fernando Alonso: “Lui è forte e la macchina fa schifo, merita di meglio”; “La Ferrari è un ferro da stiro”; “Domenicali non è in grado” “Tutti a casa” (il leit motiv usato pure per i politici, puntualmente rivotati a ogni elezione); “Cosa vuole questo fighetto di mxxxx” (riferito a Montezemolo). Questa l’atmosfera in rete e, cosa che più mi stupisce, viene fomentata anche anche da molti opinion leader italici del settore (non parliamo poi di quello che stanno scrivendo gli spagnolo).
Io, nel mio essere “nenti miscatu cu nuddu”, vado controcorrente. E riprendo quanto scritto da una personalità autorevolissima, James Allen:

Montezemolo was announced as President at Ferrari in November 1991, in a turbulent period literally days after star driver Alain Prost was sacked for criticising the Ferrari team.

In over 20 years at the helm, he has never publicly criticised a driver like he has done with Alonso. If this is the public side of the outburst, one can only imagine what was said privately. Ferrari has been around for decades and has had many great champions pass through its doors. Alonso has been given leeway to criticise the team in the past four years, something Michael Schumacher never did, but clearly Montezemolo has decided that enough is enough. No driver is more important than the team.

Io dico che Fernando Alonso, in quest’occasione, ha sbagliato. Certo, presi dalle sensazioni del dopo-gara, soprattutto dopo una prestazione così solida come quella di domenica a fronte di una vettura decisamente sottotono, si può finire per dire cose di cui poi ci si pente. Ma il richiamo all’ordine da parte di Montezemelo, questa volta, era necessario. Anzi, dico di più, sarebbe già dovuto arrivare lo scorso anno. Fernando Alonso non corre per se stesso, ma per un team. Per giunta un grandissimo team. E per quanto il ruolo da prima donna se lo meriti tutto, con tanto di interessi, deve portare rispetto per chi lavora per lui. Nessuno, neanche Michael Schumacher nei momenti più bui della sua permanenza in Ferrari e dall’alto dei suoi titoli mondiali, si è mai permesso di mettere in discussione nè la squadra, nè la vettura. Solo Alain Prost lo fece a suo tempo (per rinfrescarvi la memoria, date un’occhiata a questo articolo di Marco Di Marco su BlogF1): gli diedero il ben servito, come meritava.
Beh, da parte mia, come ferrarista, ritengo che questo assunto ben esplicitato da Montezemolo “a tutti i grandi campioni che hanno guidato per la Ferrari è sempre stato chiesto di anteporre gli interessi della squadra a quelli personali” sia imprescindibile. Se a Fernando Alonso la cosa non sta più bene o se il sedile gli va stretto, credo che bisognerebbe lasciarlo libero di prendere il largo verso nuovi e altrettanto autorevoli lidi. Anche in Redbull. Contento lui…
zorro
Ricordandovi quanto scritto in calce a questo lungo post… voi che ne pensate? =)