FormulaE for dummies (capitolo 1.0: discovery)

I pregiudizi sono una cosa brutta. E, per quanto mentalmente aperti ci professiamo, li abbiamo tutti, indistintamente. Per ignoranza, diffidenza, puro e semplice snobismo. Ogni tanto, fortuitamente, capita che il caso ti offra un’opportunità per fare ammenda. E allora la tua testa si apre su un mondo che sconoscevi. A me è successo con la Formula E.

formula E demo london

E’ capitato che un sabato pomeriggio di dicembre fossi a casa (tipo sabato scorso, 13 dicembre), accoccolata a forma di panda sotto il piumone, con il laptop sulle ginocchia.

E’ capitato che, scorrendo la bacheca di Twitter, mi rendessi conto che un pilota che supporto giusto un po’, Jean Eric Vergne (sì, sono proprio io quella che ha lanciato su Twitter il #preferivoJev), lasciato ignominiosamente a piedi dalla Formula1, si ritrovasse a fare un “one-shot” (una comparsata) al terzo appuntamento mondiale della FormulaE a Punta del Este, Uruguay, con la Andretti Racing.

E’ capitato che Jean Eric Vergne si sia trovato in pole position.

A quel punto sono stata obbligata a guardare la gara, nonostante il mio approccio iniziale alla Formula E sia stato più o meno questo:

– motori elettrici? E che sono, micromachine?

– maddai, ci sono tutti i trombati della Red Bull;

– maddai c’è qualche vecchia gloria che gloria non è mai stata;

– maddai ci sono degli sconosciuti;

– sarà una palla.

Mi sbagliavo. E ho scoperto una serie di cose interessanti.

Jev impegnato nel consueto pizzico

La FormulaE è user friendly.

  1. In Formula E non ci sono zio Bernie e la FOM a rompere le scatole con la questione diritti televisivi: questo implica che la federazione fornisca dei fantastici highlights delle gare su Youtube (in inglese. Non si può avere tutto). Tipo… fantascienza.
  2. La FormulaE la mandano su Fox2 o in chiaro, in streaming sul sito della FIA;
  3. Il sito della FIA ha un server degno di quello del Piano Giovani Sicilia e crasha già a 10 minuti dall’inizio della gara. Ergo, se non si ha il pacchetto sportivo di Sky, bisogna ricorrere al buon vecchio streming aumma aumma. Tipo.. un po’ meno fantascienza

La FormulaE si corre su circuiti cittadini, di solito in posti molto cool (per chi non lo sapesse, Punta del Este è una delle località balneari più famose del Sud America). E  ovviamente questo crea un bel po’ di inconvenienti, con relative safety car.

La FormulaE è non ha molti appuntamenti: in questa prima stagione, che va da settembre a giugno, ce ne sono solo 10. Ma, soprattutto, ogni “e-Prix” si svolge tutto in un giorno (prove, qualifiche, gara): il sabato. 

In una gara di FormulaE ci sono alcune cose strane (e altre meno):

  • se in Formula1 devi stare attento al consumo di carburante, qui devi stare attento alla carica elettrica, sennò resti a piedi molto presto (e rischi anche penalità) e, soprattutto…
  • …perdi una vita ai box: un pit stop dura tantissimo perchè…
  • …quando rientri in pit lane CAMBI VETTURA (!!!!): ogni pilota ha a disposizione due macchine da utilizzare durante la gara;
  • se sei un pilota star su Twitter e hai una fandom degna di nota, buon per te: ti puoi far votare sul sito FIA Formula E. In palio c’è il cosiddetto “fan-boost”, una specie di DRS: i tre piloti più popolari (guarda caso, anche Jev) possono utilizzare un jolly da 30kw di elettricità per 5 secondi per ogni macchina, di solito per un’azione di attacco;
  • la gara dura poco: circa 3 quarti d’ora. Un ottimo incentivo a restar svegli.

Com’è finita a Punta del Este per Jean Eric Vergne? A tarallucci e vino. Proprio nell’assalto finale alla testa della gara occupata da Sebastian Buemi, a 1 giro dalla fine, la Andretti di Jev ha mestamente rallentato, causa problema tecnico. Peccato.

Per rendervi conto di cosa sto parlando, vi suggerisco di guardare gli highlights della gara, qui di seguito:

Io mi ripropongo, per il futuro, un bel post chiarificatore, una sorta di Formula E for dummies italici.

Nel frattempo, se volete saperne di più sulla FormulaE, vi consiglio di consultare un sito fantastico: Current-E.

Not bad, guys. Not bad.