F1, Gp del Belgio: ovvero pronti, partenza, CRASH

Spa-Francorchamps è tra tutti i circuiti il mio preferito: lungo, impegnativo, piovoso, ogni anno offre qualche colpo di scena. E penso di essere masochista, perchè il Gp del Belgio mi diverte da impazzire nonostante sia spesso disastroso per le Ferrari.
Basti ricordare il 1998, quando un Michael Schumacher primo, e dotato ancora di una chioma selvaggia, investì (o fu speronato, a seconda dei punti di vista, da) un David Coulthard doppiato, scatenando l’unica quasi-rissa tra piloti che io abbia mai visto e un #epicmoment che resterà sempre impresso nella mia memoria – e anche nella vostra se guardate il video che segue:

O il 2000, quando fu Hakkinen a fare fesso il vecchio volpone tedesco con un sorpasso da manuale (onore a Mika):

Beh quest’anno in Belgio non pioveva (e questa è già una notizia), ed il Gp è andato più o meno così:

Perchè alla prima curva (La Source) il giovine e di belle speranze Romain Grosjean, francesino dalla faccia incolpevole, dopo aver cercato di far decollare Louis Hamilton, ha preso il volo usando Perez come trampolino di lancio, atterrando a circa 5 cm dalla faccia di Fernando Alonso (il cui team radio sarà stato, in questa occasione, un bisillabico termine siculo che qui non menzioniamo per decenza).

Risultato: due teste di serie affondate, un messicano appiedato, un giapponese distrutto. Perchè, alla fin fine, la beffa peggiore l’ha avuta Kamui Kobayashi, che dopo lo storico risultato ottenuto in qualifica, con il secondo posto dietro Jenson Button e partenza in prima fila, si giocava la gara della vita. Invece ha tagliato il traguardo con un immeritato tredicesimo posto. Immeritato come il dodicesimo posto in classifica piloti, che non rende giustizia alla sportività e alla tenacia che lo sfortunato giapponese della Sauber ha manifestato fino a questo momento del mondiale. Un minuto di silenzio per la sua gara e la dedica di questa canzone:

Com’è finito il Gp? Ha vinto Jenson Button, conducendo una gara tranquilla in prima posizione. Secondo ha timbrato il cartellino Sebastian Vettel, che ha tentato (senza riuscirci… ti pare di essere Schumi, che arrivava primo partendo sedicesimo?) la grande rimonta. Terzo Kimi Raikkonen su Lotus, che, come sempre d’altronde, sembra essersi ritrovato per caso sul podio (scusatelo, in Finlandia danno in dotazione solo quell’espressione). Quarto Hulkenberg, della Force India (anche voi vi state chiedendo chi sia?), che al termine di una gara sorniona ha beffato Massa, quinto (no, non serve a riscattare una stagione mediocre, nè quella che per la Ferrari è stata una domenica nera con il leader del mondiale a bocca asciutta), Webber, sesto e superato in classifica dal compagno di squadra Vettel (anche per lui la dedica della canzone di Liga di cui sopra), e Michael Schumacher, settimo. Il vecchio volpone tedesco è stato punito (forse la giustizia divina ci ha messo lo zampino) da problemi di tenuta dei pneumatici, dopo avere (giustamente) dato un bel po’ di filo da torcere a Vettel, per poi (un po’ meno giustamente) quasi speronarlo nel rientrare ai box. Ovviamente è sotto indagine degli imperituri commissari FIA.

Caro Schumi, anche se non perdonerò mai il tuo tradimento, anche se la menopausa si fa sentire, adoro i tuoi colpi di testa.