Gp di Corea, tra leadership perse, scampagnate & NOIA


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Nando e la frase sui Samurai

Fernando Alonso su Twitter dopo la gara di Corea 2012

“Non sono mai stato capace di vincere dall’inizio alla fine. Ho solo imparato a non restare indietro in nessuna situazione”. Se un samurai si perdesse in ogni momento difficile, sarebbe in imbarazzo; se non restassimo indietro in alcune situazioni, non saremmo in grado di reagire ogni volta..
Ci divertiremo moltissimo nelle prossime gare…                     ”

Nando sul podio di Corea 2012

Fernando Alonso, detto Felice Allegria, sul podio del Gp di Corea 2012

Certo Nando. E dalla tua faccia in questa foto, si vede proprio che lo pensi.

La prima notizia del giorno è … il podio? No. Vettel – Webber – Alonso – Massa (mettiamocelo pure. Nonostante la medaglia di legno, da quando è a rischio posto ha avuto una reazione eccezionale). La prima vera notizia del giorno è che Fernando Alonso è riuscito a perdere la leadership del mondiale. Come ogni anno, la maledizione della seconda metà di campionato va in scena: vai a bomba fino al Gp di Germania. Poi è una lenta ed inesorabile discesa. Normalmente si decide tutto a Interlagos, a volte ad opera di emeriti sconosciuti come Timo Glock (ricordate il 2008? io si, purtroppo). Comunque Vettel, negli ultimi 3 Gp, ha fatto 3 su 3. Non è un campanello d’allarme. E’ una sirena da allarme bomba.
Nando sta facendo molto bene in gara: sorpassi, carattere, grinta. Ma è tempo di ricominciare a “quagghiare” (trad. it. “arrivare al dunque”) soprattutto in qualifica, dove la Ferrari davvero non riesce a essere all’altezza. E ci stanno le storiche rimonte. Ma sei vuoi vincere il mondiale, qualche volta devi pur partire davanti e renderti la vita più semplice.
E hai voglia a scattare foto da “volemose tutti bene” in aeroporto.

Alonso e Massa all'aeroporto, di ritorno dal Gp di Corea

Nando & Felipe. Love love love.

Alla serena aria di famiglia da “squadra più forte” (noi, la Ferrari, siamo i buoni) contro “macchina più forte” (le Redbull sono cattivissime!) non ci crede più nessuno. E’ una bella narrazione, e noi tifosi ci sentiamo tanti coinvolti in questa tragedia da campionato che si sta scrivendo a colpi di tweet. Ma i TEAM RADIO a Felipe Massa in cui gli si chiede di non avvicinarsi troppo a Fernando Alonso per “non rovinare l’aerodinamica”, ci parlano di una rivalità che è stata sopita a forza per il bene della squadra.
Così come le facce scure in casa del Cavallino Rampante ci dicono che adesso le cose si sono messe davvero male.

L’Estremo Oriente, fino ad ora, ha portato benissimo alle Red Bull, nonostante l’ultimo Gran Premio sia stato povero di emozioni (chi si è fatto un’alzataccia domenicale, non sarà rimasto contentissimo). Alla partenza, con la prevedibile conquista della testa da parte di Vettel e il caparbio sorpasso di Alonso su Hamilton, le posizioni di testa si sono cristallizzate. Un rincorrere il giro veloce che non ha offerto grandi colpi di scena.

Meno male che c’è Lewis Hamilton. Archiviata ogni velleità sul titolo mondiale, Lewis ha ormai impersonato il ruolo del giullare del Circus. Dopo l’ennesima gaffe su Twitter con il suo compagno di squadra Jenson Button, ha deciso di portarsi dietro un souvenir dalla Corea. Un bel pezzo di erba sintetica del circuito. Quasi all’ultimo giro.

Lewis si porta il prato del Gp di Corea

Lewis e il souvenir. Un applauso ai geni che hanno avuto l’idea dell’erba sintetica.

Una chiusura immeritatamente ridicola dopo un Gp in grande salita, funestato da un problema tecnico che gli toglieva carico aerodinamico e gli mangiava le gomme. E ci dispiace, perchè nonostante gli evidenti problemi, ha tentato di vendere cara la pelle a chi gli stava dietro: Raikkonen, Grosjean. Superato, li risupera. E poi lo risuperano. Mondiale addio. Caro Lewis, prima del passaggio in India, fanne anche uno a Medjugorie.

Lewis Hamilton con Kimi Raikkonen nel Gp di Corea 2012

Lewis Hamilton, il Ringhio della F1

Cose che ci sono piaciute

Nico Hulkemberg. Con la sua piccola Force India ha preso due piccioni con una fava, mangiandosi in un sol colpo un ormai terrorizzato Grosjean e lo stesso Hamilton.

Hulkenberg, Hamilton e Grosjean nel granpremio di Corea

Nico Hulkenberg, due piccioni con una fava

La Toro Rosso. Sorniona e caparbia, la scuderia di Faenza è arrivata a punti con entrambe le vetture: Vergne ottavo e nono il mio quasi conterraneo Daniel Ricciardo.

Cose che lasciano scemi

Raikkonen è terzo in classifica piloti, dietro Fernando Alonso. Non ha vinto neanche una gara, ma, dopo avere rovinato la gara al Nando Nazionale al Fuji, continua ad approfittare con molto opportunismo della sfiga altrui. Dato che proprio in Ferrari vinse un mondiale quasi per sbaglio (sempre approfittando della sfiga altrui) la cosa non deve stupirci. Ricordate: acqua cheta, rompe i ponti.

Kamui Kobayashi, come ogni giapponese della Formula 1 che si rispetti, deve fare la mina vagante pronta a rovinare la gara a chiunque gli passi a tiro. Archiviato il Grosjean impazzito, che ormai gira in pista con la spada di Damocle della radiazione dal Circus sulla testa, ci ha pensato lui a vivacizzare il Gp di Corea facendo fuori il povero Jenson Button. Sarà per il sedile che scotta: il prossimo anno non sarà certamente in Sauber, dove adesso corre. Il prossimo anno potrebbe anche non esserci punto. Poverello.

Adrian Newey. Anche gli anglosassoni hanno senso dell’ironia.

Adrian Newey sul podio del Gp di Corea 2012

Adrian Newey ha trovato un modo per non affogare nello champagne.

See you in India.