Gp di Malesia 2013, o dei Fratelli Coltelli


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“Cantami o Diva, dell’australiano Mark l’ira funesta,

che infiniti addusse grattacapi al muretto Redbull”

Mark Webber con un pericoloso oggetto contundente - Gp di Malesia 2013

Mark Webber con un pericoloso oggetto contundente – Gp di Malesia 2013

Se dovessi riassumere il Gp della Malesia 2013, userei una frase: Pugnalate alle Spalle.

Da parte di Sebastian Vettel che ha ciullato (per usare un termine tanto caro a Jerry Calà) una vittoria tutto sommato dovuta a un Mark Webber troppo poco smaliziato e un bel po’ fesso (senti Mark, te lo dice una donna italica: l’onesta non paga in questo mondo infame), con un sorpasso assai al limite, che avrebbe potuto compromettere la gara di entrambi i piloti della Redbull.

Da parte di Ross Brawn a Nico Rosberg, che per il terzo anno consecutivo è costretto a stare alle spalle del pupillo di turno (ieri era Michael Schumacher, oggi Lewis Hamilton) pur dimostrando un passo gara nettamente superiore.

Da parte del Force India, la piccola scuderia che ha sogni da grande, ma dimostra ancora di dover imparare tanto. Nonostante le buone prestazioni dei suoi piloti, ai box ce l’hanno messa tutta, ma proprio tutta, per rendere Sepang un calvario a Sutil e Di Resta durante i cambi-gomme (tanto per capire… ma le pistole che sganciano e agganciano le gomme alla vettura, non le provate mai prima della gara? Non n’avete una di ricambio?)

Da parte della Ferrari ai propri tifosi, con la scuderia di Maranello lanciatasi in scelte a dir poco rischiose che poi relegano Fernando Alonso al sesto posto nella classifica iridata a ventidue punti dal vertice (sempre che non sia stato Nando stesso a patrocinare un condotta da harakiri).

Per riassumere l’allegra atmosfera del post-gara a Sepang userò uno scatto.

L'allegra atmosfera del podio del Gp di Malesia 2013

Gp di Malesia 2013 – il Podio più triste della storia della Formula1

Un podio caratterizzato da due compagni di squadra che non solo non si sono stretti la mano, ma che si sono addirittura ignorati per tutta la cerimonia. Anche voi avete pensato che Mark Webber avrebbe spaccato il microfono in testa a Sebastian Vettel? Un Vettel che durante l’intervista sul podio sembrava sinceramente diviso tra il dispiacere per aver compiuto una bravata cattivella (prima del sorpasso-caino, più volte si è sentito il Team Radio “Careful, Sebastian, careful!) e il proprio temperamento, quel senso di onnipotenza per cui sai di essere il primo, il più forte, il più furbo, il più toco, il più tutto alla faccia vostra, mediocri che obbedite agli ordini dei team e non siete campioni.

Stessa faccia, senso di colpa un po’ diverso per Lewis Hamilton: papà Brawn gli ha coperto le spalle, consentendogli di agganciare immeritatamente il terzo posto, a discapito del suo compagno di squadra molto più veloce. “Non mi sento molto bene a essere qui”, ha affermato sul podio Lewis, guardando il pubblico con gli occhi di un cucciolo di labrador abbandonato, “Nico avrebbe dovuto essere qui”. A fine gara c’è stato un abbraccio tra Hamilton e Rosberg. Che tuttavia, dopo aver tagliato la bandiera a scacchi, nell’ennesimo team radio avrebbe detto a Ross Brawn: “Ricordati cosa è successo oggi”.

E’ stata comunque una gara assai divertente, piena di sorpassi al limite ed emozioni.

La Mercedes si conferma in grande crescita rispetto allo scorso anno. La Lotus ha un po’ deluso le aspettative. La McLaren risulta talmente sottotono da far scattare più di qualche campanello d’allarme.

Continuano a piacere tanto Rosberg e Hulkenberg. Bianchi della Marussia si aggiudica un tredicesimo posto inaspettato e rifila un giro al suo compagno di squadra, l’antipaticissimo figlio di papà Max Chilton. Piloti umili, ma tanto concreti.

Il momento più bello del Gp? Lewis Hamilton che nella concitazione del momento si ferma al box McLaren invece che a quello Mercedes. Un demotivational per ricordare il simpatico episodio, di cui fu vittima qualche anno fa il suo ex-compagno di squadra Jenson Button.

sbagliando box

Questo l’ordine di arrivo del Gp di Malesia 2013

1. Vettel (Red Bull-Renault)
2. Webber ( Red Bull-Renault) + 4.298
3. Hamilton (Mercedes) + 12.1
4. Rosberg (Mercedes) + 12.640
5. Massa (Ferrari) + 25.6
6. Grosjean (Lotus-Renault) + 35.5
7. Raikkonen (Lotus-Renault) + 48.4
8. Hulkenberg (Sauber-Ferrari) + 53.0
9. Perez (McLaren-Mercedes) + 72.3
10. Vergne (Toro Rosso-Ferrari) + 87.1
11. Bottas (Williams-Renault) + 88.6
12. Gutierrez (Sauber-Ferrari) + 1giro
13. Bianchi (Marussia-Cosworth) + 1giro
14. Pic (Caterham-Renault) + 1giro
15. Van der Garde (Caterham-Renault) + 1 giro
16. Chilton (Marussia-Cosworth) + 2 giri
Non pervenuti.Button (McLaren-Mercedes); Ricciardo (Toro Rosso-Ferrari); Maldonado (Williams-Renault); Sutil (Force India-Mercedes); Di Resta (Force India-Mercedes);  Alonso (Ferrari).
Nei prossimi post, qualche dettaglio in più sui momenti più significativi di questa bella gara (e del post-gara, perchè tanto sicuramente ci sarà da parlare).