Gp di Malesia – La pole position. O la danza della pioggia…

.. di Sebastian Vettel

Il buon Aussie Grit (al secolo Mark Webber) venerdì aveva detto stizzito: “Questa è diventata la Formula Gomme”. Un sintomo abbastanza chiaro che le Redbull non amano particolarmente, in queste prime battute di campionato 2013, le gomme Pirelli e le alchimie della loro resa (solo il Mago Atanus, forse, è al momento in grado di capire come trovare la giusta sintesi tra aerodinamica e mescola).

Mago Atanus, mito della chiromanzia sicula. Detto "u prufessuri"

Mago Atanus, mito della chiromanzia sicula. Detto “u prufessuri”

Il suo compagno, il tre volte iridato Sebastian Vettel, lanciava strali anche peggiori riferendosi all’imminente Gp di Malesia: “mi auguro di finire il Gp”. Non avevano torto, almeno guardando la prima metà delle prove di oggi. Ma un elemento ha cambiato le carte in tavola: la pioggia. Che ha ridato la possibilità al tedeschino d’oro di rimettere le cose apposto e alla scuderia austriaca di far vedere che, alla fine della giostra, in prova sono sempre le Redbull le più veloci. I risultati sono questi. Per nulla scontati per quello che si è visto in Q1 e Q2

I protagonisti della Pole Position di Sepang 2013

I protagonisti della Pole Position di Sepang 2013

I 10 POSTI AL SOLE – o alla tempesta tropicale malese

1. Sebastian Vettel (Ger), Red Bull – 1min 49.674secs

2. Felipe Massa (Bra), Ferrari – 1:50.587

3. Fernando Alonso (Spa), Ferrari – 1:50.727

4. Lewis Hamilton (GB), Mercedes – 1:51.699

5. Mark Webber (Aus), Red Bull – 1:52.244

6. Nico Rosberg (Ger), Mercedes – 1:52.519

7. Jenson Button (GB), McLaren – 1:53.175

8. Adrian Sutil (Ger), Force India – 1:53.439

9. Sergio Perez (Mex), McLaren – 1:54.136

10 . Kimi Raikkonen (Fin), Lotus – 1:52.970 (Tre posizioni indietro per aver ostacolato Nico Rosberg nel suo giro veloce. Ahi ahi, Kimi)

 

Q1 – Ci piace stare vicini vicini.

Nel caldo-umido di Sepang, le soft Pirelli hanno la tenuta dei marshmallow infilzati su un legnetto e schiaffati sopra il fuocherello di un campeggio (rigorosamente americano).

Tanto che tutti i nostri eroi scendono in pista con gomme morbide, per fare subito il tempo, soffrendo di tanto sovrasterzo rispetto alle prove di venerdì. Tatticismo? O yes. Ogni pilota ha a disposizione 3 set di gomme soft e 3 medie per la gara. Dato il caldo e l’usura della morbide, l’idea più saggia è quella di partire in gara a pieno carico con le Medium, che durano di più e possono ridurre il numero dei pit stop (la gara di Raikkonen in Australia insegna, pur in un contesto meteo un attimino più freschino e su un tracciato molto meno tecnico). Fatto sta che la Q1 è tutto un rincorrersi a brevissima distanza. I primi sedici sono tutti (davvero TUTTI) in 1 secondo e 150 millesimi. Un’inezia. Rimangono fuori Van Der Garde (Caterham), Pic (Marussia), Chilton (Virgin), Bianchi -con l’accento sulla “i”, prima che si offende- (Marussia), Bottas (Williams) -sarebbe il caso un approfondimento su questi emeriti sconosciuti-, e Vergne (Toro Rosso), un po’ una sorpresa quest’ultima.

Sorprende anche il risicatissimo 15esimo posto di Sebastian Vettel.

Q2 – Scende la pioggia, ma che fa, crolla il mondo attorno a me

Poteva non piovere a Sepang? Circa a metà della Q2, si scatenano le intemperie sul lato del circuito più lontano rispetto ai box. O my God, che gomme montiamo?

Fortunati coloro che riescono a fare il tempo prima che un tratto del circuito si trasformi in acqua saponata. Fernando Alonso e Felipe Massa scendono in pista con le gomme medie e si piazzano a metà dei primi 10 con un certo tempismo. Massa prima di Alonso. La pioggia ammazza la sessione, che a 3 minuti dalla fine si può considerare conclusa, con tutti i piloti ai box.

Ancora in affanno le McLaren. Ma anche Vettel, che è nono, a più di un secondo dalla vetta. Passa di nuovo per il rotto della cuffia.

Questa la classifica dei primi 10 dopo la Q2

1. Rosberg (Mercedes)

2. Webber (Redbull)

3. Hamilton (Mercedes)

4. Raikkonen (Lotus)

5. Sutil (Force India)

6. Massa (Ferrari)

7. Alonso (Ferrari)

8. Button (McLaren)

9. Vettel (Redbull)

10. Perez (McLaren)

Q3. “Fregati. Gne-gne-gne”

Negli ultimi 10 minuti di prove, sul circuito di Sepang piove ormai con una certa intensità. Non si tratta di un acquazzone tropicale, dunque l’aqua planning non è esagerato. Tuttavia i nostri 10 sopravvissuti alla dura legge della selezione aerodinamica scendono in pista immediatamente con le gomme intermedie, per portarle in temperatura al più presto: più si gira, più performanti diventano. Un tentativo per tutti, poi si torna ai box per imbarcare il carburante per la gara.

La Redbull richiama Vettel ai box un po’ prima degli altri, concedendogli poi un giro in più rispetto ai concorrenti. Un’occasione che il tre-volte iridato acchiappa con il consueto saggio opportunismo, bissando la sua seconda Pole Position in due Gran Premi in questo 2013. Ecco il suo giro veloce dalla onboard camera

Meno contento il compagno di squadra, il Cenerentolo Mark Webber (che personalmente adoro per l’onestà intellettuale e per il suo esprimere opinioni coraggiose: ogni anno è l’unico che ricorda come non sia tanto politically correct correre in Bahrain, principato dall’aura dorata che perseguita la sua gente che chiede un sultanato meno dispotico), che si piazza quinto.

Sorride la Ferrari, con Massa in prima fila dopo 58 Gp, che beffa Alonso, terzo. Felipe, il piccolo Calimero di Maranello, certo si è tolto un sassolino dalla scarpa facendo meglio del proprio compagno di squadra in tutte e tre le sessioni di queste prove ufficiali: non avrà certo dimenticato l’errore al cambio gomme commesso dalla scuderia nel Gp di Australia, che gli è costato più di una posizione, una delle quali persa nei confronti del compagno di squadra, che poi è finito secondo. Altro che baci e abbracci.

Non fa una piega Fernando Alonso: ottimista e sorridente su Twitter, lo spagnolo si gode la festa organizzatagli dalla scuderia sabato sera. Cena asturiana e maxi torta alla ricotta per festeggiare i suoi 200 Gp in Formula1.

Cena_Fernando_Alonso_Malesia_2013Bene le Mercedes, con Hamilton quarto e Rosberg sesto.

Si confermano in affanno le McLaren, con Button ottavo e Perez decimo. Entrambi avanzano in griglia di una posizione: Kimi Raikkonen, la vera delusione di queste prove considerato quanto fatto vedere nelle prove libere, si piazza settimo e viene arretrato di tre posizioni per avere ostacolato Nico Hulkenberg (Sauber) nella Q2.

Non stupisce più la piccola Force India, che si fa rispettare insidiando le magnifiche 5 (Ferrari, Redbull, Lotus, McLaren, Mercedes): partirà ottavo Adrian Sutil.

Premio “l’opportunismo è il mio mestiere”.

Non può che andare a Sebastian Vettel. Della serie “lamentati, se voi stari bonu” (detto siciliano traducibile con: “lamentati, se vuoi star bene”), il tedesco ha passato gli ultimi tre giorni a piangersi addosso e a maledire le gomme Pirelli, oltre che la Q1 e Q2 ad arrancare. Per poi assestare la zampata vincente quando contava. Tanto di cappello, Sebba.

Premio “Ritenta, sarai più fortunato”

Va a Paul Di Resta. Piazzatosi 15esimo in griglia, la sua Q2 è stata funestata dalla doppia curva Klia. Paul è lanciato nel suo giro veloce quando comincia a piovere con decisione: il sovrasterzo gli è fatale e lo manda in testacoda. Ci riprova. E va in testacoda esattamente nello stesso punto. Provaci ancora, Paul.

paul di resta