Gp di Montecarlo, o l’eleganza del casco

Come ogni weekend, invece di esordire parlando di cose serie:

-tipo: wow wow – domani ci sono le prove del Gp di Montecarlo, il più figo tra i granpremi fighi (non è vero: per me il granpremio più operativo rimarrà sempre Spa)

– tipo: continuare a raccontare gli strascichi della polemica sulle nuove mescole che la Pirelli porterà a partire dal Canada, che secondo me finirà in una megarissa stile Schumacher-Coulthard a Spa ’98 – un pregevole video per ricordarvi la scena, per la quale risi con le lacrime nonostante avessi solo 11 anni e fossi incazzata come una faina

– tipo: dirvi che se al mercoledì monegasco Lewis & Nico hanno girato in moto d’acqua tipo i tamarri nostrani di San Saba (chi è messinese, comprenderà), inondando “per sbaglio” le attrezzature di alcuni paparazzi appostatisi su una barca lì vicino, il giovedì i due piloti della Mercedes hanno fatto mangiare la polvere a chiunque nelle stradine del Principato, per lo meno sul giro secco.

Hemilton_isportil_oborudovanie_paparatstsi… vi racconterò che i piloti, trovandosi nella patria dei miliardari, quelli che malediciamo davanti ai nostri schermi – sintonizzati sulla tristissima Raiuno – perchè possono vedersi il granpremio direttamente dagli yacht ormeggiati presso la Baia del Principato (e noi, probabilmente, non riusciremo mai nè a vedere un Gp del vivo, nè tantomeno a sorseggiare cocktail alla frutta su una casa galleggiante di 20 metri), come ogni anno hanno deciso di farsi fare dei caschi speciali per il Gp di Montecarlo, per poi venderli all’asta e dare il ricavato in beneficienza.

Passando dal ricordo discreto all’autocelebrazione più spinta, fino al santino (no, non è uno scherzo), ecco una carrellata dei caschi che saranno indossati dai nostri beniamini il prossimo weekend.

Uno che notoriamente ci ha abituati a caschi discreti ed eleganti è Sebastian Vettel. Anche se il salva-cranio con le lucine blu al led indossato in un gp di Singapore di qualche campionato fa (non ricordo se 2011 e 2012) resterà sempre nel mio cuore come la tamarrata dell’anno, a Montecarlo Sebbi ha optato per una soluzione più discreta. Al di là della donnina nuda nel lato posteriore, il casco è infatti dedicato alla storica vittoria di Stirling Moss nel 1961, dopo una lotta all’ultimo sangue con (neanche a dirlo) la Ferrari di Richie Ginther. Messaggi subliminali per il Nando Nazionale?

redb-vett-monaco-2013-3-886x590 redb-vett-monaco-2013-4-590x886E comunque la donnina nuda è un messaggio SESSISTA. BUUUU

Nandino Alonso, per questo Gp di Montecarlo, ha deciso di celebrare nient’altro che se stesso. Così il suo casco è un puzzle dorato di tutti i granpremi che ha vinto in Formula1. La modestia? Puah.

Alonso

Si butta sullo stereotipo Romain Grosjean, ma lo fa in modo divertente e con un certo buongusto. Il suo casco lo dedica all’attività preferita di chi va nel Principato di Monaco: il gioco d’azzardo. Davvero glamour la scelta dei colori. Il francesino, con il suo sorriso simpatico da ragazzo della porta accanto, ci fa simpatia. E poi quest’anno non ha ancora fatto harakiri neanche una volta. Promosso.

grosj dietro

Punta direttamente ai piani alti Pastor Maldonado, ormai disperato per la condotta della sua Williams. Avendo perso la gallina dalle uova d’oro (Ugo Chavez, passato a miglior vita), non sapendo più a che santo votarsi, ha scelto infine la Patrona del Principato di Monaco, Santa Devota. E poi “No points, no party”. Lo dice anche George Clooney.

SONY DSC

Stima imperitura anche a Kimi Raikkonen, che dedica il suo casco a James Hunt, campione del mondo del 1976, scomparso giovanissimo (45 anni) per un infarto, e pilota celebre per il suo carattere non certo mansueto e per il suo stile di vita non conformista. Insomma, un mito per Kimi Raikkonen, lui che non esita a dire parolacce in conferenze stampa.

La cosa non è piaciuta a Bernie Ecclestone, che, in una dichiarazione a un magazine, non spiega di non aver gradito nè il personaggio, nè il fatto che l’omaggio al pilota defunte faccia da pubblicità indiretta al film a lui dedicato, “Rush”, che uscirà nei prossimi mesi. Zio Bernie non poteva non combinarne un’altra dopo l’invettiva di inizio settimana contro i piloti (“usate più cervello e meno piede destro”, è intervenuto lunedì in difesa della Pirelli e delle sue mescole -ma non aveva dato ragione a Mateschitz una settimana prima?), e ha dunque “invitato” (leggi: ordinato a) Kimi Raikkonen a correre con il suo casco abituale.

Raikkonen casco James Hunt

“Per quanto mi riguarda, indosserò quel casco per tutto il weekend, che gli piaccia o meno”, Kimi dixit. Diccillu, Kimi, a sto vecchio bavoso.

AGGIORNAMENTO DEL SABATO MATTINA: ha vinto l’arteriosclerotico. Kimi Raikkonen coprirà il riferimento a James Hunt. Lo ha annunciato la Lotus questa mattina. MACHEDUEPAAAALLE

Il casco che meno passerà inosservato, a mio modesto parere, è quello versione cartoon di Lewis Hamilton. Dedicato a chi? Ma alla sua adorabile famigliola. Lui, la ragazza Nicole e il tenero cagnolino Roscoe, che Lewis ormai si porta dietro ovunque. Questo ragazzo, che fine a qualche anno fa risultava simpatico come l’orticaria, ha sviluppato un appeal maggiore dell’uomo perfetto che schiaffano, con costanza, nelle pubblicità del Mulino Bianco (nhamiltonon quelle con Banderas, per carità).

Caro Lewis, se consegnerai il Trilogy di fidanzamento a Nicole in diretta Twitter, ai box della Mercedes, in uno scatolino prezioso portato da Roscoe, entrerai definitivamente nel mio cuore.

Roscoe a bordo

Roscoe a bordo

e voi, quale casco preferite? Scrivetelo qui sotto =)

passo e chiudo!