pre-Gp di Ungheria – telegrammi a 300 orari

Aspettando le qualifiche del Gp di Ungheria: tra cuori spezzati, stilettate agli avversari a mezzo stampa e hashtag provocatori da parte di geniali PR, vediamo come i nostri eroi si stanno approcciando al giro di boa di questo divertente mondiale 2013. Quantomeno non c’entra più la Pirelli..

Ungheria, Hungaroring. Siamo su un circuito stretto, pieno di rettilinei e chicane, normalmente una gara senza emozioni che si dedice in partenza. I sorpassi sono dati 10:1 e, poichè si corre a fine luglio e in un luogo lontano mille miglia dal mare, ci sono pure 40 gradi -e qualcosa come 50 sull’asfalto: la morte, va. Insomma un posto orrendo, in un periodo orrendo, con un un circuito orrendo, che rientra di diritto nella top ten dei track più pallosi della storia, con tutte le carte in regola per battersela con Valencia e (non sputatemi addosso) Montecarlo. E mentre noi (davanti alla tv senza aria condizionata, invece che a 4 di mazze nelle gelide e tonificanti acque di Capo Peloro) e i piloti preferiremmo essere altrove, Sara Winkhaus di Sky, dall’alto della sua biondità e germanicità, non butta una goccia di sudore nei suoi splendidi pantaloni bianchi con toppino nero, e ci introduce le qualifiche.

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Posto il fatto che secondo me le qualifiche andranno come negli ultimi 3/4 casi (ovvero Mercedes e Redbull che se le danno di santa ragione per agguantare la prima fila; Domenicali che fa puffunghè e Massa in partenza verso l’infinito e oltre), ciò che mi è sembrato più interessante di questo pre-Gp, in realtà, sono i rumours e i telegrammi al curaro che i nostri eroi (piloti e squadre) si sono mandati fuori dalla pista, durante i test di Silverstone (Young Driver & Pirelli Test) e prima di queste prove. Non so se è il caldo a dare alla testa, fatto sta che il nervosismo è diventato una costante in pitlane (e davanti ai microfoni dei giornalisti): e siamo solo al giro di boa di questo campionato. Vediamo cosa è emerso…

Nando, il pettegolo

alo senza barba

Siamo passati da:

Test di Silverstone?

Io non ci andrò. Non ho alcuna intenzione di farlo. Non sono un loro collaudatore. Poi se la Ferrari mi obbliga, andrò, visto che decidono loro. Altrimenti no”

fino a:

“Non parlo dei pezzi nuovi, spesso annunciamo novità che poi si rivelano essere fallimentari, onestamente preferisco non dire niente e lavorare a testa bassa, giorno e notte, per recuperare qualcosa”.

perchè in effetti corri su un go-kart, mica su una Ferrari, e non ti pagano milioni di euro, e non hai la fila dietro di gente che venderebbe l’anima al diavolo per scipparti il sedile (a cominciare da Hamilton per finire a Di Resta)

e infine la chicca, come sempre rivolta a Bastianeddu il teutonico:

“Sebastian è un pilota bravo ma fortunato. Qualsiasi pilota che sale sulla Red Bull è in testa. Chiunque guidi quella vettura riesce ad andare subito forte. Lo abbiamo visto anche agli Young Driver Test di Silverstone. E’ una cosa oggettiva, la Red Bull è migliore delle altre monoposto”

 

Thanks to BlogF1 and Antonino Rendina per queste ultime dichiarazioni.

Senti Nanduccio, una cosella nelle more. E’ da quasi un lustro che la tiritera è sempre la stessa:

– la Ferrari e le novità aerodinamiche che funzionano sono come due rette parallele: non si incrociano manco per sbaglio; – e u sapemu

– la Redbull è troppu fotti, troppu toca, troppu troppu e solo per queste Vettel vince.

Caro Nando, Schumacher arrivò in Ferrari nel 1996, dopo anni di buio (e quando si dice buio basti pensare a Jean Alesi e a Gerard Berger), rosicò per quattro anni prima con le Williams e poi con la McLaren di quel signore di Mika Hakkinen (we miss u), e, a parte il fatto che tentò di sabotare il mondiale di Jacques Villeneuve nel 1997 e finì alle mani con David Coulthard a Spa nel ’98, il campionato lo vinse soltanto nel 2000, lamentandosi molto meno e facendo a sportellate dove doveva. Con questo non voglio dire che tu in pista non sia più toro dei tori incazzati di Pamplona a San Firmino, ma ste lamentele da beghina c’hanno scocciato, seriamente. Perchè poi danno adito a cosiddetti “tifosi” che cominciano a sparare a zero sulla dirigenza Ferrari, che non è più quella dei tempi di Brown e Todt, e siamo d’accordo, ma il mazzo se lo fa comunque. Insomma, datti un contegno, bontà divina. Sperando che insieme al pizzetto da Zorro se ne sia anche andata un po’ di boria, ti lascio con due massime esistenziali:

– la calma è la virtù dei forti

-l’aceddu ‘nta na jaggia, o canta pa ‘nvidia, o canta pi raggia (trad.it: “L’uccellino in gabbia o canta per invidia o canta per rabbia”)

 

Vettel, il blu mi dona molto di più –

sottotitolo del sottotitolo: a manciatibbi u quagghiu (trad. it. “Rosicatevi le ossa”)

Ammettiamolo: se sei forte ti odiano. Se vinci ti odiano. Se hai la macchina forte di odiano. Se sei forte, vinci e hai la macchina forte i tuoi colleghi farebbero carte false per farti fare in ginocchio sui ceci dall’Hungaroring a Montecarlo e ritorno, tutti piazzati sul tracciato a due a due, per giocare nel frattempo con la tua nuca a “non si muove una foglia”

vettel.

Sebastian Vettel non sembra avere tanti amici nel Circus. Persino Lewis Hamilton, l’ex odiato più odiato del Circus, quello che non c’aveva manco un amico quando arrivò in Formula1 da pupillo della McLaren, dall’anno scorso ha giurato amore eterno a Fernando Alonso. Sebba di solito non si fa spostare da dicerie e illazioni, eppure, proprio in un’intervista recentissima a La Stampa, gli sono girati i cinque minuti e ha risposto al telegramma di cui sopra, con qualche stilettata ben piazzata:

“Mi sembra che in questi anni Alonso si sia giocato il titolo all’ultima gara per ben due volte. Se hai una monoposto che ti consente questo, direi che non sei in una condizione troppo diversa dalla mia. Insomma, non mi sembra che la Ferrari sia uno schifo di macchina”.

E, giusto per gradire:

“Un tempo sognavo la Ferrari, come tutti i piloti, ma adesso sono cresciuto. E direi che il blu mi dona molto di più”.

 vettel si stona di redbull

Guardando questa foto, non mi sento proprio di dargli torto. Megghi a ‘nvidia, ch’ a pietà, caro Bastianeddu (trad. it. Meglio l’invidia, della pietà altrui, caro Sebastianino)

 

Lewis, il cuore spezzato

Non sono bastati i tweet di amore eterno. Non è bastato l’adorabile casco fatto fare apposta per Montecarlo

hamilton

Nicole Scherzinger, forse conquistata dal grande fascino (e qui scoppia la risata sguaiatissima) di Eros Ramazzotti, con cui ha girato un video musicale, ha mollato dopo 5 anni l’adorabile Lewis. Che l’ha presa malissimo. Sarà per questo che al Nurburgring Lewis è stato così sottotono?  (no, è colpa delle Pirelli!)

In ogni caso Lewis alla conferenza stampa di giovedì, in cui affermava che questo weekend ungherese sarà difficilissimo e ricordava con tanta mestizia i bei tempi in cui faceva kart con Nico Rosberg e non c’aveva un cavolo di pensiero in testa, mi è sembrato invecchiato di dieci anni in un botto. Quasi quasi mi mancano i tempi in cui lo detestavo. Ora vorrei sposarlo.

Nicole, perchè vi siete lasciati? Come puoi resistere a tweet così?

If you’ve found that special someone, don’t EVER let them go no matter what!! Nothing in this world is more important

e “Nicole once told me how beautiful Vienna was, now I see she was right. Have training here tomorrow

Nicole, anche se lui si sta consolando con Rihanna è infelice. Dove lo trovi uno che ama gli animali, che va in Chiesa, che non ti fa le corna, che fa un mestiere fico, che è dolce come la frutta martorana e che (e questo non è un particolare da sottovalutare) potrà mantenere te (che pure i soldi ce li hai), i tuoi figli, i figli dei tuoi figli e i figli dei figli dei tuoi figli?  Torna sui tuoi passi!

Lewis, solo e sconsolato nel suo studio di registrazione (ah, ma quindi ha uno studio di registrazione in casa?)

Lewis, solo e sconsolato nel suo studio di registrazione (ah, ma quindi ha uno studio di registrazione in casa?)

Senti Lewis, io sono impegnata, ma se me lo chiedi in un certo modo e mi fai gli occhioni da Roscoe potrei anche essere disposta a lasciarmi impalmare.

 

Lotus, i miei miti

A proposito di Roscoe, io vorrei fare una dichiarazione di amore eterno al PR della Lotus. La mattina mi alzo e apro Twitter solo per scoprire quale nuovo hashtag ha inventato. Qualche giorno fa, giusto per ricordarci quanto ridicola sia stata la pena inflitta dal tribunale alla Mercedes per i 1000 km di test a Barcellona (l’assenza dai Young Test Driver di Silverstone) e quanto lo stesso Ross Brown ci abbia fatto due balle grandi come mongolfiere per la terribile assenza della Mercedes ai suddetti test (faccia di bronzo..), la Lotus si è tolta un sassolino dalla scarpa: il suo PR, per commentare gli altrimenti pallosissimi Test, ha coniato un hashtag geniale: #whereisroscoe, dove Roscoe è il cane di Hamilton e, per metonimia, Hamilton.

Senti… chiunque tu sia, manifestati. Ti adoro.

Mito numero 2: Kimi Raikkonen e le sue espressioni. Della serie non si pigghiano, se non si rassomigghiano, alla conferenza stampa dei piloti di giovedì, al finlandese hanno chiesto se era stato a lui a inventare il Tag #whereisroscoe. Lui ha risposto “non ho twitter, nè niente del genere” e poi ha indicato qualcuno nella folla. Indovinati chi?

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Mercato: andrà Kimi Raikkonen in Redbull? La risposta ai giornalisti è stata più o meno questa: “Devo valutare tutto il pacchetto che mi offriranno, ma seguirò comunque il mio sesto senso. E anche se qualcuno penserà che ho fatto una scelta stupida, farò comunque quello che ritengo giusto”. Leggendo tra le righe… sta già dicendo di no ai bibitari? Non mi stupirebbe.

Nel frattempo…. #whereisNicoRosberg? –> la Mercedes si è nascosta per tutte le prove libere di questo Gp di Ungheria. Rosberg ha deciso di cambiare carriera. Io ho deciso che non me la bevo.

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Buona visione, miei cari. E buon ventilatore.