Interlagos story – Le pagelle del Gp del Brasile

Come di consueto, diamo i voti ai protagonisti di Interlagos: ecco le pagelle curate da chi vi scrive per BlogF1.it. Il Gp del Brasile ha regalato diversi spunti interessanti: ha riaperto la questione titolo iridato; ha regalato momenti di bell’agonismo in pista; ha visto scriversi un’altra puntata nella telenovela che tiene banco da circa due mesi: “Quale futuro per i piccoli team di Formula1?”.

nico rosberg toto wolff

Ah, Toto…

NICO ROSBERG 10 – E quando pensi che la messa sia finita e sia tempo di andare in pace, il Ken della Formula 1 dà quel colpo di reni che lo salva in corner. Nulla da eccepire sul Gp del Brasile del tedesco: dominio nelle prove libere 1, 2 e 3; conquista senza fronzoli di una qualifica che gli vale il Pole Trophy; scatto felino e resistenza stoica in gara. Dopo il record bissato ieri di 11 doppiette stagionali, Nico spera proprio che la Mercedes si fermi qui: in vista della resa dei conti ad Abu Dhabi, fa campagna acquisti con Felipe Massa (“Devo motivare Felipe e fargli trascorrere un po’ di tempo in relax per garantirgli un weekend pazzesco ad Abu Dhabi, così lui arriva secondo e io vinco la gara!”). GAME, SET, ….e chi vivrà vedrà

FELIPE MASSA 8,5 – Sul podio di Interlagos ce n’è solo per il brasiliano di San Paolo. Con una Williams in stato di grazia che però si perde nei dettagli (ed è lì che sta il diavolo…), Felipe Massa, a Interlagos, è il primo degli essere umani. Non è protagonista di una gara perfetta: due errori al box potrebbero costargli carissimi. Invece la torcida lo spinge a crederci e ad andare a prendersi il secondo bagno di folla stagionale, dopo quello di Monza. Non sarà impeccabile, ma Massa piace perché incarna l’uomo qualunque in un Circus di super-uomini, super-sponsorizzati e baby-fenomeni: emotivo, ma profondamente umano; fantozziano, ma onestamente determinato, Felipe è uno di noi. “Olè Olè Olè Olè.. Massa! Massa!”

Kimi sorride. Ho paura.

Kimi sorride. Ho paura.

KIMI RAIKKONEN 8,5 – Quando sabato, dopo l’ennesima qualifica sottotono (10° posizione) aveva detto: “è stato piacevole guidare la macchina tutto il weekend”, era partito un coro di pernacchie. Uomini e donne di poca fede. A Interlagos il finlandese ripesca dall’armadio i guanti di velluto dell’era Lotus e instaura con le White Medium un dialogo serrato, ma costruttivo: il secondo treno di gomme medie riesce a gestirlo per un’eternità lunga 35 giri. Nel mezzo c’è una difesa da applausi nei confronti di Jenson Button e una coriacea opposizione a Fernando Alonso. Gli pneumatici freschi vincono la partita. Ma per un fugace istante Raikkonen è tornato a essere Raikkonen. Peccato che il box ci metta del bello e del buono per rovinargli la strategia su due soste… MEGLIO TARDI CHE MAI

NELSON PIQUET 110 e LODE ACCADEMICA – Il tempo passa, ma Nelson Piquet non smentisce la sua nomina di castigatore. Epico sul podio con Lewis Hamilton: “Sono stato geloso di te, non solo per la tua guida, ma anche per la tua fidanzata. Dov’è Nicole [Scherzinger, ndr]? Dille ciao da parte mia”. La Scherzy, purtroppo, è a casa, così l’ottimo Nelson è costretto a ripiegare su qualcun altro…

BERNIE ECCLESTONE E LA GESTIONE DELLA CRISI DEI PICCOLI TEAM 2 – “Formula1 in crisi? Parole senza senso. Abbiamo un paio di team in crisi”. “’Siamo costruttori’, mi dicono. Io gli ho risposto che non possono permettersi di essere costruttori”. Dopo i messaggi di pace e amore lanciati ad Austin, in Brasile zio Bernie volta clamorosamente le spalle a Lotus, Force India e Sauber, spiegando a chiare lettere che la CVC non uscirà una lira in più rispetto al premio attuale previsto per i team. Non solo: bocciata (forse) l’opzione terza vettura, l’inossidabile Bernie si ributta sull’idea delle auto clienti.. come quando non si sa. “Vi dico io qual è la via”, continua l’uomo a cui la Formula 1 rende circa 1 miliardo di dollari l’anno. “Non spendete così tanto”. E se prima eravamo in 18 a ballare l’alligalli….

Potete trovare gli altri voti qui.

Cosa ne pensate? Che voti date al Gp del Brasile?