Perchè dovreste andare a vedervi Rush

PREMESSA: questa non è una recensione su Rush, perchè io non sono una critica cinematografica.

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Sono solo dei pensieri sparsi di una persona normale che ha avuto la fortuna sfacciata (e per questo ringrazio Way to blue) di vedere un film bello, come da tempo non ne arrivano nei cinema, in anteprima, sabato scorso, insieme a:

– Giancarlo Fisichella & consorte;

– vip e vippini vari della scena romana;

– discreti manzi dall’aspetto radical-chic;

– MILF più leonine di Ivana Spagna in abiti di gala con al seguito figlie quindicenni sulla buona strada per essere simpatiche quanto e più delle madri;

– gente invitata dalla 01-Distribution a titolo vario ed eventuale.

Ai vip e vippini vari, oltre che alle dame della “Roma bbbene” (con tre “b”), io e Sister abbiamo deciso di dedicare questo pensiero estemporaneo.

Direttamente dal Red Carpet

Direttamente dal Red Carpet

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Come sicuramente avrete dedotto guardando il trailer,

Rush racconta la sincera rivalità (accompagnata da un altrettanto sincero rispetto) che ha opposto negli anni Settanta Niki Lauda a James Hunt, con un focus particolare sugli inizi della loro carriera e sul mondiale di Formula1 del 1976, che fu l’anno più importante per entrambi (per motivi diversi).

Come ha affermato lo stesso regista Ron Howard, e come posso confermare io stessa che detesto tutte le americanate alla Fast & Furious, il film è molto europeo.

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Dunque non attendetevi la classica roba a stelle e strisce piena di effetti speciali: la fotografia è molto estrema e molto emozionante, ma il focus della pellicola è quello di ricostruire il modo di essere, il carattere e la visione della vita di questi due grandi campioni. In un parallelismo continuo tra pista e vita personale, Rush offre un ritratto di James Hunt e Niki Lauda molto bello e molto sensato. Ne viene fuori un film difficilmente dimenticabile, e non solo perchè, a mia memoria, si tratta della prima pellicola di questo genere. Ma per una serie di motivi che vi snocciolo qui di seguito.

1) Rush è emozionantissimo non solo per lo spettatore che ama le corse, ma anche per quello che di Formula1 non ci capisce una cippa o non gliene frega una cippa.

La vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire.

Questa frase la scrisse Pirandello nella post-fazione de Il Fu Mattia Pascal. E si addice perfettamente alla storia del mondiale di Formula1 del 1976 raccontata in Rush, che nel suo essere sfacciatamente assurda, è verissima. Dunque “il plot”, la trama, in tutta la sua drammaticità, non racconta altro che quello che è successo davvero: e questo sicuramente contribuisce a scatenare più di una sensazione forte in chi guarda il film.

Inoltre la scelta narrativa di partire, tramite flashback, dagli esordi dei due piloti fino al culmine di quel campionato mitico di metà anni Settanta, con il terribile incidente al Nurburgring, la bolgia di Monza e le piogge torrenziali del Fuji, garantisce un crescendo continuo di emozioni: l’attenzione non cala mai, dunque il film non annoia.

Ai neofiti della Formula1 e a chi non ricorda la storia di Hunt e Lauda io suggerisco: NON SPOILERATEVI su Wikipedia.

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2) Rush offre un ritratto a tutto tondo della pericolosissima Formula1 degli anni ’70: un Circus dove c’era ancora spazio per investimenti folli, teste calde, e per la tanta (e grande) umanità dei piloti e di chi gli stava attorno, squadre e gente comune. La gente comune che a Monza stava arrampicata sui cartelloni, mica a sedere tutta compita nelle tribune.

Nonostante la Formula1 di oggi sia un mondo elitario ed inarrivabile; nonostante sia piena di giovanissimi paganti (non di tasca propria, come fece Niki Lauda a suo tempo, ma da sponsor e papini vari); nonostante oggi i piloti ci vadano molto più cauti con le dichiarazioni e con le manovre azzardate; questo film ci fa rendere conto che sì, le cose in 40 anni sono molto cambiate, ma anche che questi ragazzi che scendono in pista oggi su macchine che vanno a 300 orari, pur strapagati, sono, appunto, RAGAZZI (con casini personali, emozioni, paure da gestire) e NON ALIENI a cui non si può perdorare il minimo errore.

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3) La fotografia del film è pazzesca. Inquadrature ravvicinatissime, grana grossa, attenzione al dettaglio e ai gesti, oltre che ardite riprese onboard dalle vetture, insieme al crudo realismo di alcune scene (la guarigione di Lauda dopo l’incidente del Nurburgring, ad esempio), danno un impatto emozionale fortissimo.

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4) Daniel Bruhl è Niki Lauda. Lo è davvero. Interpretazione magistrale.

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5) C’è Pierfrancesco Favino!!!!! … indovinate chi interpreta? 😉

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Ma lungi da me tediarvi con un post-marchetta. In Rush ci sono anche alcune cose che non mi hanno convinta. Cose un po’ “MEH!”, per dirla in maniera telefilmica.

1) Chris Hemsworth è un figaccione da paura. Forse un po’ troppo, e un po’ troppo con la faccia da bravo ragazzo per interpretare James Hunt senza farlo sembrare un pochino edulcorato. Ma magari la colpa è mia che, guardandolo, pensavo a THOOOOOOOR, figlio di Odino. O magari motivazioni e sentimenti del suo personaggio potevano essere approfonditi di più e un po’ meglio.

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2) Non è mancato il solito cliché sugli italiani: caciaroni, bonaccioni, con un evidentissimo accento del Sud e sempre pronti a mettere le mani addosso alla gente. Mò basta co ‘sta macchietta degli “italiani brava gente”. —- quando guarderete la scena dell’autostop capirete cosa intendo —–

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Comunque Rush merita, davvero. Non so se sarà il film dell’anno. Ma mia sorella, che è una perfetta profana quando si parla di corse, dice che è la cosa migliore che ha visto al cinema negli ultimi 2 anni. La mia opinione non fa testo, perchè io sono un’entusiasta che lo attendeva da troppo tempo: quello che mi sento di dirvi è che Rush mi ha lasciato un groppo in gola, un’emozione inespressa (leggi= lacrima incombente), come da tanto tempo non provavo al cinema guardando un film che non fosse italiano e/o rivolto al grande pubblico. Insomma, andatelo a vedere.

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E, dopo giovedì, scrivetemi qui sotto le vostre sensazioni =)

P.S. Thanks to http://rushilfilm.tumblr.com/ per le Gif che ho utilizzato in questo post.