Pilota F1 cerca buona stella. No perditempo


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Già domenica sera, liquidato il Korean Gp, i nostri beniamini sono stati visti all’aeroporto di Seoul intenti in un celere tentativo di fuga da quello che si è riconfermato essere il Gran Premio più desolante dell’anno.

Ma se la maggior parte di loro ha già fatto rotta verso Tokyo, per godersi qualche giorno di relax prima del Gp del Giappone, c’è qualche pilota F1 che, invece, avrebbe bisogno di un rapido “anti-sfiga tour” prima di Suzuka.

Obiettivo: riacciuffare quella buona stella persa, tra una tappa e l’altra di questo mondiale 2013 di Formula1, e mai più ritrovata.

In questo post, in rapida carrellata, passerò in rassegna la serie di sfortunati eventi in cui sono incappati alcuni dei piloti F1, in lotta tra loro, attualmente, per la palma di “Sfigato dell’anno 2013”.

 1) Paul Di Resta

Paul Di Resta

Paul Di Resta

Fino a metà campionato era il più costante del Circus, tra le seconde linee. I suoi ottimi risultati a punti (quarto posto in Bahrain; settimo posto in Spagna; nono posto a Montecarlo – partiva 17esimo; settimo in Canada – partiva di nuovo dalla 17esima piazza; un eroico nono posto a Silverstone- partiva 21esimo) avevano portato la piccola Force India al quinto posto in classifica costruttori, spodestando la McLaren.

di resta vettura

Ma questa impressionante serie di risultati si è interrotta proprio dopo il Gp di Inghilterra 2013. Ovvero dal momento in cui io ho cominciato a “giocare” a Sorpassi dal Divano – una specie di Fanta-Formula1 a cui partecipo su Twitter insieme a gente folgorata tanto quanto me – e a schierarlo regolarmente nella mia triade di piloti nella speranza che ripetesse le tre straordinarie remuntade.

Curiosa coincidenza, il cammino di Paul si è fatto in salita esattamente dalla gara in cui sono stati reintrodotti gli pneumatici con la costruzione in kevlar: il Gp di Germania al Nurburgring.

In Germania, sono proprio le gomme a tradirlo: Paul perde due posizioni negli ultimi due giri, ed esce clamorosamente dalla zona punti, giungendo undicesimo al traguardo.

All’Hungagoring un problema idraulico mette fine a una gara di sofferenza, dove Paul non riesce mai a trovare un buon bilanciamento tra gomme e vettura, nonostante una gran partenza (cinque posizioni guadagnate allo start).

A Spa a farlo fuori è uno scontro in pista con Maldonado.

Di RESTA CRASH BELGIO

A Monza Paul è responsabile, alle prime battute di gara, di un incidente alla Variante della Roggia: sbaglia la frenata e plana sopra Grosjean. Ma il francese, incolpevole, si salva. Lui si ritira con la sospensione anteriore sinistra a pezzettini.

Di resta incidente monza

A Singapore rimedia a una qualifica disastrosa. Grazie a una bella prima parte di gara caratterizzata da una strategia conservativa, però, Di Resta risale fino alle prime posizioni, fa vedere i sorci verdi a Fernando Alonso in uscita dalla sua sosta ai box e sembra veleggiare verso un dignitoso sesto posto. Va a schiantarsi contro le barriere a pochi giri dalla fine.

Cambia paese asiatico, non cambia il copione. Al Gp di Corea, Paul Di Resta ha giusto il tempo di partire. E di andare a muro.

paul sfortuna where is  the track

Cinque ritiri consecutivi, di cui quattro frutto di incidenti, sono un fardello pesante per lo scozzese. Che adesso teme di perdere il proprio sedile a fine anno.

Ritrova la strada, Paul!

 2) Jean Eric Vergne

La sfortuna dell’adorabile francesino della Toro Rosso è cominciata da quando si è paventata la possibilità che fosse in lizza, insieme a Ricciardo e Raikkonen, per il posto ora occupato da Mark Webber in Red Bull.

vergne

Fino ad allora Vergne era stato protagonista di risultati abbastanza solidi con la sua piccola Toro Rosso, tra cui un bell’ottavo posto a Monaco, e un’ottima sesta piazza in Canada.

Da allora, il buio.

A Silverstone a tradirlo è la gomma posteriore sinistra – si, una caso di famigerata delaminazione delle PZero.

vergne fail

In Germania a mandarlo a casa anzitempo è un problema idraulico.

In Ungheria e in Belgio per JEV arrivano solo due incolori dodicesimi posti.

A Monza, nonostante la buona qualifica (entrambe le Toro Rosso entrano in q3) e un’onesta gara in nona posizione, che sembra poterlo riportare in zona punti, è di nuovo un guasto tecnico a costringerlo al ritiro: stavolta è un problema alla trasmissione.

Jean-Eric è inconsolabile.

jean eric vergne - povereddo

A Singapore arriva sul traguardo solo quattordicesimo e per miracolo: il motore quasi lo abbandona.

Due giorni fa, in Corea, è un problema meccanico non ben identificato a mettere la parola fine su una gara che, per JEV, si stava comunque rivelando assai parca di soddisfazioni.

Jean-Eric è giovane e volenteroso, ma la sua Toro Rosso pecca un po’ troppo in affidabilità. Io gli auguro di tutto cuore che la prossima annata sia più generosa dal punto di vista dei risultati.

 3) – Mark Webber

webber -

Già essere compagni di squadra di uno come Sebastian Vettel è una iattura. Perchè puoi star sicuro che lui guiderà meglio e più veloce di te (un 14-0 in qualifica butta pesante). Perchè anche quella volta in cui tu sei felice e beato di essere primo, non basterà un messaggio in codice tipo Multi-21 per farti vincere. Se poi succede che detriti volanti, problemi tecnici e fenomeni di autocombustione sembrano colpire sempre e solo la tua vettura -e mai la sua, nonostante, sulla carta, siano uguali, allora qualcosa nella configurazione degli astri non va.

Le ultime gare di Mark sono state una barzelletta.

A Spa Francorchamps un problema alla frizione nel giro di ricognizione gli fa fare una partenza terribile. Arriva quinto sul traguardo.

A Monza deve rinunciare ad andare a prendere Fernando Alonso perchè dal box lo invitano a risparmiare i giri del motore. Mark ottiene un terzo posto, che gli va un po’ stretto.

A Singapore, quindici giorni fa, a tradirlo è il cambio, negli ultimissimi giri. Dopo alcune strazianti tornate su tempi altissimi, proprio all’ultimo giro, come una beffa, arriva la fiammata che non gli consente nemmeno di tagliare il traguardo. Se tutto fosse andato come doveva, Mark si sarebbe ritrovato sul gradino più basso del podio. E’ da questo ritiro sui titoli di coda che nasce l’episodio dell’autostop a Fernando Alonso che, in Corea, gli vale dieci posizioni di penalità in griglia.

webber va a fuoco

Due giorni fa, a Yeongam, si è arrivati ai confini della realtà.

Mark parte tredicesimo e innesca la rimonta, tanto da ritrovarsi addirittura dietro il duo di testa Vettel-Grosjean. Intorno al trentesimo giro l’australiano si ferma ai box per la sua seconda sosta: monta gomma medie, il secondo treno a sua disposizione. Neanche il tempo di uscire dal box, e quel che resta della gomma anteriore destra di Perez gli procura una foratura.

perez gomma

E’ finita? No. Mark rientra ai box e, con un guizzo strategico di improbabile comprensione, la squadra monta sulla sua RB9 gomme supersoft (resa: 10 giri, se va bene. Altro passaggio dalla pit da preventivare).

Neanche il tempo di cercare di rientrare in gioco, Sutil si gira e lo prende in pieno.

sutil versus webber

Adesso è finita? Neanche per idea. Mark scende dall’auto. E la sua RB9, in maniera assolutamente inspiegabile, prende fuoco, rovinando malamente il telaio (un bel problemino, considerando che questo weekend c’è Suzuka, dall’altro del mondo rispetto a Milton Keynes).

Mark: "non ci resta che piangere".

Mark: “non ci resta che piangere”

webber ciao

Mark: “Col cavolo che faccio l’autostop, stavolta”

"Ella fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore, orba di tanto spiro"

 

Mark nelle more.. ma l’idea di una puntatina a Medjugorie ti pare poi così malvagia?

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Voi che ne pensate? Uno tra questi tre se la batte per la palma di “Sfigato dell’anno 2013” o c’è qualcuno che è riuscito a fare meglio di loro?