Leo Turrini chiama Aldo Costa…

…e Aldo Costa manda alla Ferrari (e a tutti noi, di riflesso) un messaggio forte e chiaro. Il messaggio di uno che era Direttore Tecnico in Ferrari e che è stato scaricato così, en passant, dopo il Gp di Spagna 2011. Per poi essere assunto in Mercedes. Che adesso sta stravincendo, mentre la Ferrari annaspa per tenersi stretto il terzo posto in classifica costruttori, con una vettura che ha il muso di una Fiat Multipla, e anche le prestazioni di una Fiat Multipla.

aldo costa

La conversazione tra Leo Turrini e Aldo Costa, la trovate QUI (tutti i credits riservati alla rubrica Profondo Rosso e al gruppo QN, eccetera eccetera eccetera). Tuttavia riporto qui alcuni estratti di profondo interesse che riguardano il dietro le quinte Ferrari. E Fernando Alonso. E il futuro di Costa.

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‘La Ferrari, la Ferrari, la Ferrari…Dobbiamo proprio parlarne?…’

‘Allora, scrivi che a me dispiace. Sono sincero, sono emiliano, ho lavorato per un’azienda che è un mito. Non può farmi piacere vedere come è ridotta, a livello di Formula Uno, anche se mi hanno mandato via e mi hanno mandato via in un modo che non riesco a definire elegante…’

‘Fammi dire che a Maranello lavora tantissima gente in gamba, per la quale provo affetto e mi addolora saperli coinvolti in una situazione tanto complicata. Non è buonismo, ho lasciato tanti amici lì, vuoi che sia contento nel vederli in difficoltà?’

‘Ciò premesso, io non credo che per la Mercedes, nel 2015, i problemi arriveranno dalla Rossa. Noi ci preoccupiamo della Red Bull, che ha dimostrato e sta dimostrando una rapidità di reazione straordinaria…’

‘Quali sono le ragioni del declino della Rossa, sulle piste del mondiale? La mia verità non è assoluta, è una opinione. Ecco qua: sono stati commessi errori strategici, proprio di visione, gravissimi. E ovviamente non sono state prese le decisioni più opportune a proposito delle persone…’

 

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In Ferrari tutte le decisioni, sulle strategie e sulle persone, le ha sempre prese il presidente, l’avvocato Montezenolo. Le ha prese quando la Ferrari trionfava e le ha prese quando la Ferrari ha smesso di vincere. Tanto per essere chiari’.

‘Io non credo che nel 2011, dopo il Gp di Spagna, sia stato Alonso a farmi fuori. Considero Fernando un grandissimo quando sta sulla macchina, quando guida. Fuori dall’auto, non sono mai riuscito a capirlo, per me rimane un personaggio indecifrabile, enigmatico. Comunque non verrà da noi in Mercedes, non vedo per quale ragione Hamilton dovrebbe mollare adesso una squadra come la nostra…’

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‘Tombazis? Ah, senti, quando mi mandarono via dissero che ero io a tarpare la creatività del progettista greco. Dopo deve aver liberato la sua fantasia, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, no?…’

‘Domenicali? Non gli serbo rancore, ogni tanto ci scriviamo un sms, la Ferrari appartiene al suo e al mio passato e a quello di Marmorini e di tanti altri. Tornarci? Veramente sto benissimo dove sto…’

 

Dalle mie parti, l’ultima parte di questa meravigliosa telefonata si riassumerebbe con un telegramma [direzione: Maranello], composto da una sola e unica parola. Questa: