Verso Interlagos #2 – 2008, la beffa

… quando mi riferisco a Felipe Massa come a Calimero, il mio pensiero non va soltanto al fatto che il brasiliano ha passato buona parte del suo tempo in Ferrari a fare da gregario, lottando per la “causa”…

– e prendendo anche calci in faccia per questo: a una gara dall’addio al Rosso, in un momento del campionato in cui davvero è difficile che ci sia spazio per l’acrimonia, leggo ancora dei commenti aberranti, al suo indirizzo e a quello di Stefano Domenicali, da parte di sedicenti ferraristi (a cui suggerisco sempre con grande cuore di tentare la carriera negli hooligans) –

….ma penso soprattutto ad Interlagos 2008, al mondiale più combattuto a mia memoria, alla gara della beffa.

Formula One World Championship
Noi ferraristi partivamo speranzosi, nonostante la situazione difficile, memori di quanto accaduto l’anno precedente: Lewis Hamilton arrivava all’ultima gara con 7 punti di vantaggio su Felipe Massa (e allora il sistema di punteggio dava 10 punti al vincitore, 8 al secondo, 6 al terzo, 5 al quarto e via di seguito fino all’ottavo posto). Entrambi avevano vinto 5 Gran Premi a testa. Al brasiliano serviva vincere e che Hamilton arrivasse sesto per agguantare il titolo iridato: il campionato sarebbe finito 97 pari, ma Felipe Massa avrebbe avuto la meglio, potendo vantare una vittoria in più.

Io mi ricordo quella domenica sera davanti al televisore – in vestaglia, con il bandierone Ferrari drappeggiato a mò di mantello – passare dall’esaltazione alla catatonia, e da quest’ultima al pianto isterico, in circa 2 minuti. E’ stata la seconda -e ultima- volta che ho pianto davanti a un Gran Premio di Formula1. La prima è stata guardando Silverstone ’99.

Massa infatti dominò quel weekend. Ma la garà finì così.

 

Qui l’ultimo giro con il commento del Mazzoni Nazionale…

 

Timo Glock fu l’uomo più insultato su Facebook quel 2 novembre 2008 – Twitter, ai tempi, non c’era.

Un “tale” Sebastian Vettel, che aveva vinto a Monza quell’anno, lottò come un leone con la piccola Toro Rosso, dando del filo da torcere allo stesso Felipe Massa nella prima parte di gara.

hamilton brazil 2008Lewis Hamilton si laureò come più giovane campione del mondo di sempre, a 23 anni: il record gli fu scippato due anni dopo, nel 2010, da quel “tale” Vettel. Ripensandoci oggi, al netto dell’antipatia che allora Lewis provocava in chiunque eccetto che nei suoi tifosi -allora non ci aveva aperto il suo cuore su Twitter, non c’era Roscoe, non si era lasciato con la Scherzy, non aveva fatto il bagno d’umiltà che oggi lo rende uno dei più amati del Circus-, dopo quanto accaduto l’anno prima con Raikkonen, il campionato se lo meritava. Però se meritava anche Massa, cavoli.

Scambio di favori: Felipe si fa fare un casco in rosso; la Ferrari gli fa trovare una tuta verde-oro

Scambio di favori: Felipe si fa fare un casco in rosso; la Ferrari gli fa trovare una tuta verde-oro

Io gli auguro con tutto il cuore di riuscire a chiudere la sua avventura in Ferrari con un gran risultato, tanto più miracoloso, in un’annata così sottotono. Felipe, nel Gran Premio di casa, di solito esce fuori dal cilindro il risultato della vita -… e poi volete mettere la soddisfazione di interrompere la striscia trionfale di Sebastian Vettel? =D

P.S. – R.I.P. -già da adesso- il finale emozionante della stagione 2014. Il campionato non si chiuderà ad Interlagos, ma ad Abu Dhabi.